Il gomito

Come trattare il gomito in caso di infortuni o interventi? La più efficace delle cure integrate passa attraverso una precisa alternanza di tutori ed esercizi fisioterapici. Prima di tutto bisogna considerare che il gomito è un’articolazione caratterizzata in prevalenza da movimenti flesso-estensori e parzialmente da quelli prono-supinatori dell’avambraccio. Per questo motivo è più predisposta, dopo immobilizzazioni prolungate, a condizioni di rigidità capsulo-legamentose. Ecco perchè è molto importante la sua mobilizzazione precoce, sia dopo la rimozione delle tutele gessate che dopo gli interventi chirurgici.

Come già precisato, il gomito compartecipa anche – insieme a polso, radio e ulna – ai movimenti prono-supinatori dell’avambraccio. La fase delle tutele funzionali, quali ad esempio gomitiere elastiche rinforzate dopo alcuni traumatismi, deve essere quindi ridotta il più possibile al fine di non sacrificare il completo recupero dell’articolarità, raggiungibile con un precoce trattamento fisioterapico.

Discorso differente è quello che avviene in caso di infiammazioni di tendini (tendiniti) e di borse mucose (borsiti); per queste patologie è più frequente l’adozione di fasce per epicondiliti / epitrocleiti che comprimono localmente e supportano la muscolatura, ma non immobilizzano completamente il gomito. Il tutto per lo stretto tempo necessario in cui l’azione di una opportuna fisioterapia strumentale antalgica, coordinata con un’idonea azione di cauto stretching muscolare dei muscoli flessori ed estensori lunghi dell’avambraccio, consenta un recupero dell’articolarità in fase attiva ed il ripristino dell’attività quotidiana e sportiva.

ESEMPI DI TUTORI PER IL GOMITO:

1) Un tutore di gomito con sistema articolato, regolabile in base alle esigenze del paziente, permette di immobilizzare o ottenere un movimento controllato del gomito sia in flessione che in estensione. Tale particolarità consente un sicuro e rapido recupero delle normali funzioni dell’articolazione evitando posizioni che potrebbero causare dolore.

È indicato in caso di:

  • Fratture composte del gomito

  • Immobilizzazione post-operatoria di interventi del gomito

  • Utile nel decorso post-operatorio nel caso di interventi protesici od artrodesici del gomito

  • Post-rimozione dell’apparecchio gessato

  • Trattamento conservativo lussazione del gomito

  • Lesioni dei tessuti mobili del gomito

2) Tutore per epicondilite in fibra di carbonio che permette, durante la fase acuta, di limitare il dolore. Grazie al rinforzo e al cuscinetto interno agisce sul punto di inserzione muscolare diminuendo la tensione dovuta all’infiammazione, riducendo la componente antalgica.

È indicato in caso di:

  • Epicondiliti acute o croniche

  • Epitrocleiti

  • Contratture muscolari

Ringraziamo per i contenuti e le tematiche trattate:
Dott. Massimo Cerciello, Fisiatra
Dott. Ivan Ricci, Tecnico Ortopedico

Per le foto si ringrazia Tenortho.

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