Ammettiamolo: almeno una volta nella vita avrai pronunciato – o sentito pronunciare da qualcuno – la frase “sono sempre a dieta ma non dimagrisco”.

Cerchiamo di fare chiarezza partendo da una spiegazione semplice di qual è la condizione necessaria per dimagrire: il deficit calorico.

Il nostro corpo ha bisogno di un certo quantitativo di energia dagli alimenti per mantenere il peso costante, dunque in condizioni fisiologiche, ossia in assenza di patologie, se introduciamo più cibo di quanto ne abbiamo bisogno accumuleremo peso sotto forma di cellule adipose, in caso contrario, invece, lo perderemo.

Siamo geneticamente programmati per accumulare tutte le energie possibili in vista di periodi di mancanza di cibo, che in natura non è sempre disponibile, anche se nel mondo occidentale, al giorno d’oggi, il problema è esattamente il contrario.

L’energia che il corpo ci spinge ad assumere dipende dal nostro fabbisogno che è determinato da:

  • Metabolismo Basale: l’energia che il corpo utilizza per rimanere in vita, respiro, battito cardiaco etc… e dipende da sesso, età, peso e composizione corporea.
  • Termogenesi indotta dagli alimenti: l’energia necessaria a scomporre gli alimenti in nutrienti utilizzabili dall’organismo e copre circa il 7-10% del MT;
  • Neat (Termogenesi da attività non associabile all’esercizio fisico): energia che utilizziamo per compiere azioni volontarie; le attività quotidiane come lavorare, spostarsi, eseguire faccende domestiche…
  • Dispendio legato all’attività sportiva 

Una volta stabilito il fabbisogno totale, se l’obiettivo è perdere peso tendenzialmente verrà messa in atto una dieta ipocalorica, ossia forniremo al nostro corpo meno energia di quella che richiede, creando così un deficit calorico che ci permetterà di dimagrire.

Una percentuale importante di persone tenta di attuare in autonomia una dieta restrittiva con lo scopo di perdere peso senza però avere gli strumenti e le capacità per calcolare questi parametri.

Quali sono gli errori più comuni?

Si sottostima il quantitativo di cibi introdotti: spesso si eliminano gruppi di alimenti “incriminati” come pane e pasta e si sostituiscono con alimenti che nella concezione comune sono classificati “light” come crackers o gallette ma che in realtà hanno un quantitativo maggiore di calorie e sono spesso ricchi di sodio

Si diminuisce il Neat, il dispendio energetico legato alle attività quotidiane. Abbiamo meno carburante, meno energia e tendiamo a risparmiare energia, diminuendo così il fabbisogno totale

Spesso si aumenta l’assunzione di cibi processati considerati “Healthy”, prodotti che l’industria ci spaccia per salutari con slogan come “il 20 % in meno di grassi” o “protein”, che però mangiati in eccesso fanno aumentare l’introito di calorie totali.

Le strategie per perdere peso e mantenerlo con successo devono essere condotte con un approccio globale al problema, fatto di:

  • deficit energetico, con particolare attenzione ad una ripartizione dei macronutrienti equilibrata; una riduzione di prodotti raffinati, industriali e zuccheri semplici, la scelta della giusta alternanza e combinazione delle fonti proteiche, un aumento del consumo di fibre
  • attività fisica adeguata all’etá e costante, per aumentare la massa muscolare, diminuire la massa grassa e migliorare i parametri di rischio per le malattie metaboliche;
  • monitoraggio dei progressi

Insomma, per dimagrire, cioè perdere principalmente massa grassa, bisogna considerare una serie di fattori, che insieme possono dare un risultato duraturo, sano, che porterà benessere fisico e mentale; fattori che solo un professionista del settore è in grado di valutare.

Ringraziamo per i contenuti e le tematiche trattate
Dott.ssa Flavia Chessa, Dietista e Biologa Nutrizionista
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